Governo in carica senza maggioranza? C’è il precedente… – un po’ di chiarezza

In questi giorni si è parlato, anche con una certa insistenza se vogliamo, dei cosiddetti “responsabili”. Ma chi sono questi responsabili? Perché il Governo si è presentato alle Camere in questi giorni? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

La scorsa settimana, dopo un’agonia durata tre settimane, Matteo Renzi ha ritirato le proprie Ministre dal Governo: Teresa Bellanova ed Elena Bonetti hanno rassegnato le proprie dimissioni con conseguente passaggio -non automatico ma quasi- di Italia Viva all’opposizione.

Giuseppe Conte si è ritrovato, dunque, un Governo “zoppo” poiché la quota di parlamentari di Italia Viva (30 deputati e 18 senatori) risultava -quantomeno al Senato- determinante per la tenuta dell’esecutivo.

Immediatamente, sono trapelate da Palazzo Chigi indiscrezioni che vedevano pronti i sostituti: i cosiddetti “responsabili”.
I responsabili altro non sono che dei Parlamentari (Senatori, in questo caso) che pur non sostenendo il Governo fino ad ora, decidono di entrare in maggioranza per “compensare” i voti mancanti di Italia Viva scongiurando il pericolo -seppur remoto in ogni caso, diciamocelo- di nuove elezioni.
Un tempo si chiamavano “voltagabbana attaccati alla poltrona”, oggi sono “responsabili”.

Tuttavia l’operazione, apparentemente guidata da Clemente Mastella, sembrerebbe non essere andata a buon fine. Dai Palazzi si sente continuamente la frase “i responsabili non esistono” ed ora l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte potrebbe essere davvero in difficoltà poiché sembrerebbe che i voti favorevoli si fermino a 153/155 contro i 161 necessari.

Tuttavia, Matteo Renzi ha già annunciato che i suoi diciotto Senatori si asterranno e non voteranno contro. La differenza è fondamentale, vediamo perché.

La Costituzione, all’articolo 94, impone al Governo di ricevere la fiducia parlamentare da entrambe le Camere ma non prevede un quorum minimo, per intenderci: affinché il Governo rimanga in carica è sufficiente che, in sede di voto di fiducia, i Sì superino i No.

Il progetto originale della Costituzione prevedeva, invece, la maggioranza assoluta. Tuttavia in sede di lavoro Costituente, il liberale Aldo Bozzi si oppose evidenziando come tale scelta avrebbe reso più difficile la costituzione dei Governi. Obiezione accolta dai colleghi Costituenti che, infatti, approvarono il testo dell’articolo 94 senza prevedere maggioranze assolute.

Alla luce di queste informazioni avrete sicuramente compreso l’importanza dell’astensione di Italia Viva: tale mossa abbassa il quorum necessario per la tenuta del Governo portandolo da 161 a 142 Senatori favorevoli necessari.

Mi direte: “come può un governo, senza maggioranza, governare?”
Il precedente c’è e mi riferisco al cosiddetto “Governo della non sfiducia”, ovvero il terzo governo guidato da Giulio Andreotti. L’esecutivo rimase in carica dal luglio 1976 al gennaio 1978 grazie all’astensione del Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer. I parlamentari comunisti uscirono dall’aula consentendo l’abbassamento del quorum e il conseguente risultato positivo per il governo guidato dal Divo Giulio che ottenne la fiducia con 143 voti favorevoli al Senato (su 315 membri eletti più Senatori a vita) e con 258 voti favorevoli alla Camera (su 630 Deputati).

Andrà così anche questa volta, a distanza di 43 anni?
Non ci resta che attendere la giornata di domani, col pallottoliere in mano.

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