Commissario Calabria: quando in politica la colpa è sempre del signor Nessuno

Abbiamo tutti sentito parlare del Generale Saverio Cotticelli, il Commissario alla Sanità Calabrese che ha scoperto -con mesi di ritardo- durante un’intervista che egli stesso era il soggetto deputato a redigere il piano Covid per la Regione Calabria mentre la stessa Regione entrava in zona rossa con provvedimento del Ministro della Salute.

Una trasmissione televisiva ha chiesto al Generale, all’epoca ancora Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del Servizio Sanitario Regionale calabrese, chi dovesse redigere il piano Covid per la Regione Calabria. Cotticelli risponde che a giugno ha chiesto -infruttuosamente- al Ministero della Salute e al Ministero dell’Economia e delle Finanze ma, quando il giornalista gli chiede di mostrare la risposta ministeriale, si scopre che, non solo i Ministeri avevano risposto, ma erano stati anche chiari nel dire “Caro mio, il piano lo devi fare tu“.

Il dott. Cotticelli, stupito, inizia un’arrampicata sugli specchi degna del miglior scalatore e parte con la trafila all’italiana “no, ma lo sto facendo, è quasi pronto”.

Singolare come si possa passare da “Non si sa chi deve farlo” a “è quasi pronto” in circa 25/27 secondi.

Il povero Cotticelli, sconsolato, a telecamere spente confida al giornalista “domani mi sbatteranno fuori di qui”.

Un attimo dopo l’intervista, l’arco costituzionale non ha tardato a inveire contro il Generale invocando l’immediata rimozione. Le domande, a me che sono terribilmente puntiglioso, sono sorte spontanee: chi doveva controllare Cotticelli? Chi lo ha nominato? Chi lo ha confermato? Chi sono i suoi diretti superiori?

Inizialmente, da questa storia comprendiamo due cose:

  1. In Italia succede che un Commissario ad acta per la Sanità pone quesiti al Governo senza però leggere le risposte.
  2. Sempre in Italia, succede che il Governo nomini dei soggetti senza che questi sappiano effettivamente quali siano i loro compiti.

Ma non solo. Comprendiamo anche altro che nel corso di questo -spero breve, ma come sapete non ho il dono della sintesi- articolo.

In primis, occorre precisare chi è, cos’è e che fa questa creatura mitologica chiamata Commissario ad acta perché, senza questa nozione basilare di diritto, non riusciamo ad inquadrare il quadro in cui si pone la vicenda del Generale Cotticelli.

L’articolo 120 comma 1 della Costituzione dispone che:

Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica […]”

Bene. La Costituzione attribuisce al Governo la facoltà di sostituirsi a organi della Regione in casi ben precisi e delimitati rimandando a legge ordinaria la definizione delle procedure volte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione. La legge, nel dettaglio il comma 1 dell’articolo 8 della legge 131/2003, dispone:

Nei casi e per le finalità previsti dall’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente per materia, anche su iniziativa delle Regioni o degli enti locali, assegna all’ente interessato un congruo termine per adottare i provvedimenti dovuti o necessari; decorso inutilmente tale termine, il Consiglio dei ministri, sentito l’organo interessato, su proposta del Ministro competente o del Presidente del Consiglio dei ministri, adotta i provvedimenti necessari, anche normativi, ovvero nomina un apposito commissario. Alla riunione del Consiglio dei ministri partecipa il Presidente della Giunta regionale della Regione interessata al provvedimento.”

Avendo un pubblico piuttosto giovane, traduco con il linguaggio che utilizzerei per spiegarlo ad un mio coetaneo digiuno di diritto e di politica:

“Cara Regione, sono lo Stato. La Sanità è una tua competenza a norma dell’art. 117 della Costituzione ma, visto che la stai gestendo male, io mi sostituisco a te per garantire la salute dei cittadini. Quindi ora io -Governo- gestirò la tua sanità. Ovviamente non posso trasferire Palazzo Chigi a Catanzaro quindi nomino un MIO commissario che gestirà la tua sanità -secondo un piano di rientro- facendo le mie veci.”

Non me ne vorranno i giuristi per questa semplificazione ma ho la necessità di farmi comprendere da tutti.

Dunque, il Generale Cotticelli era un ufficiale di governo (che rappresentava perciò l’esecutivo) incaricato di gestire una situazione straordinaria come il rientro dei debiti della sanità calabrese.

Ma, se era un funzionario (nonché, dunque, rappresentante) del Governo, perché -dopo la trasmissione- è sembrato che nessuno lo conoscesse e che quasi si fosse autoproclamato Imperatore di Sanità Calabrese?

Procediamo con un breve (giuro) excursus storico.

Nel luglio 2010, il Governo Berlusconi IV, alla luce di un debito pari a 150 milioni di euro, decide -in virtù delle sopracitate norme- di commissariare la Sanità della Regione Calabria nominando Giuseppe Scopelliti, già Sindaco di Reggio Calabria e successivamente condannato per falso in atto pubblico. Chi segue la politica in modo approfondito sa bene che il nome di Giuseppe Scopelliti è davvero una garanzia. Proprio una garanzia.

Da lì è quasi impossibile contare i Commissari che si sono susseguiti nel tempo (e che, anziché sanare i buchi di bilancio, hanno aumentato ancor di più il debito) sino ad arrivare al 7 dicembre 2018 quando viene nominato il Generale Saverio Cotticelli con atto del Consiglio dei Ministri firmato, chi lo avrebbe mai detto, da:

  • Prof. Avv. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri
  • Prof. Giovanni Tria, Ministro dell’Economia e delle Finanze
  • On. Giulia Grillo, Ministro della Salute

L’atto di nomina è disponibile cliccando qui.

L’atto viene deliberato “su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, sentito il Ministro per gli affari regionali”.

Nel mentre è cambiato Governo, il Ministro dell’Economia e il Ministro della Salute sono cambiati mentre il Presidente del Consiglio è lo stesso.

La lettera E della deliberazione prevedeva che il commissario ad acta era incaricato di relazione, con cadenza semestrale, al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministeri affiancanti in merito all’attività svolta […] fermo restando le verifiche trimestrali ed annuali previste dalla normativa vigente.

Abbiamo appurato che il Generale Cotticelli altro non era che un uomo chiamato dal Governo (per suo nome e conto) a gestire la Sanità Calabrese.

Se è scandaloso che Cotticelli non sapesse di dover fare lui il piano Covid, è altrettanto scandaloso che Ministri -e Presidente del Consiglio- siano letteralmente “caduti dal pero” quando una trasmissione televisiva ha portato alla luce questo importante deficit.

In che modo il Governo si è rapportato con il suo rappresentante in Regione Calabria?

Dove sono le relazioni semestrali previste dalla lettera E della deliberazione del Consiglio dei Ministri?

Dove sono le verifiche trimestrali ed annuali previste dalla medesima lettera?

È mai possibile che in zona Palazzo Chigi (Presidenza del Consiglio) e in zona Lungotevere Ripa (Ministero della Salute) nessuno si sia accorto che il dott. Cotticelli -rappresentante del Governo, tendo sempre a ricordarlo- non aveva predisposto il piano Covid e, per di più, non sapeva neanche di doverlo fare?

È mai possibile che il Ministro della Salute e il Ministro dell’Economia e delle Finanze si siano limitati a pronunciare la frase di cui sopra “Caro mio, il piano lo devi fare tu” senza poi verificare l’effettiva realizzazione del piano da parte del proprio Commissario in Regione Calabria?

È bene ricordare che i Ministri e il Presidente del Consiglio (questo ultimo chiamato dalla Costituzione a “coordinare l’attività dei Ministri”) sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri ex art. 95 comma 2.

Insomma: il Commissario non sapeva, il Ministro non ha verificato, Il Presidente del Consiglio non ha chiesto. Il tutto mentre i cittadini calabresi, per via di queste “dimenticanze”, venivano privati (giustamente, vista la situazione) dei diritti costituzionali.

Ma tanto, come sempre, in Italia la colpa è ricaduta sul signor Nessuno che, in questo caso, ha preso il nome di Saverio Cotticelli, per gli amici “il parafulmine”.

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