Elezioni USA: non voglio dirlo troppo ad alta voce

NB. I DATI SI RIFERISCONO AGLI AGGIORNAMENTI DELLE ORE 18.30 DEL 5 NOVEMBRE 2020

Negli USA sono rimasti 5 Stati da scrutinare.

Di questi 5, in ben 4 sta vincendo Trump, tuttavia a Biden basta il quinto (Nevada, dove seppur per soli 11000 voti sta vincendo) per raggiungere la magica quota di 270 delegati che gli consentirebbero la vittoria o, ancor meglio, la presunta vittoria.

Perché dico presunta? Non sto qui a spiegarvi il sistema di elezione americano perché, seppur valido ed efficiente, credo fortemente sia stato partorito in una riunione di tossicodipendenti e alcolizzati nella notte di San Silvestro però vi do un’informazione basic e poi provo a fare delle considerazioni:

Info basic: il 3 novembre gli americani non hanno votato il Presidente (che, a dispetto di quanto si creda, è eletto con un’elezione di secondo grado come il nostro Presidente della Repubblica ma non diciamolo alla Meloni che continua ad invocare l’elezione diretta del Capo dello Stato sul “modello Americano”) ma hanno votato i delegati che poi saranno chiamati ad eleggerlo.

Mi spiego meglio: gli elettori votano un partito e, formalmente in modo indiretto, il candidato presidente ad esso collegato. Esprimendo il voto al partito si contribuisce all’elezione dei “grandi elettori” (o delegati) che poi voteranno il Presidente a dicembre. Non a caso chi vince a novembre è chiamato, fino all’insediamento a gennaio, con il termine di “anatra zoppa” e, dall’effettiva elezione da parte dei delegati a dicembre fino all’insediamento, con l’appellativo di “Presidente eletto”.

Considerazioni:

1. Se Biden si ferma a 270 delegati (come è attualmente secondo i dati -seppur provvisori- pervenuti) Trump ne ha 268 e questa sarebbe la maggioranza più risicata dal 1876 (quell’anno il repubblicano Hayes aveva 185 grandi elettori contro i 184 del democratico Tilden).

2. Con questi numeri, una volta chiamati alle urne i grandi elettori, basterà che un solo delegato democratico decida di votare per Trump (fenomeno degli “elettori infedeli”, ne è piena la storia USA) per portare ad un risultato 269 vs 269. Cosa succede in quel caso?

Il Presidente è eletto dalla Camera (poco male per Biden visto che la Camera è democratica) mentre il vicepresidente è eletto dal Senato (molto male per Biden visto che il Senato è repubblicano).

3. Se poi vogliamo fare fantapolitica sullo scenario disegnato al punto 1, possiamo anche mettere in campo l’ipotesi che siano 2 i grandi elettori democratici che decidono di tradire votando Trump (magari in cambio di denaro e da uno come Trump non bisogna meravigliarsi). Ecco, in quel caso Trump sarebbe eletto Presidente con 270 voti contro i 268 di Biden.

Insomma, sarà che io non “dico gatto se non ce l’ho nel sacco” ma fossi in Biden non dormirei sonni tranquilli (almeno fino a dicembre) qualora Trump dovesse conquistare i 4 Stati (su 5, ricordo) in cui è attualmente in vantaggio.

Ma, d’altronde, questo che vi ho raccontato è uno scenario assurdo, no?

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