Figlio dello Stato Sociale

Non so mai rispondere alla domanda ‘perché sei di sinistra?’.

Non posso parlare di tradizione familiare visto che, a casa mia, votavano tutti MSI. Il mio bisnonno e il relativo figlio (mio nonno) erano ferventi fascisti con tanto di quadro del Duce appeso a casa.

Non posso neanche parlare di voto di opinione visto che ho sempre votato -e continuerò a farlo- il MoVimento 5 Stelle.

La mia è più un’illusione. Sono di sinistra ma la sinistra non c’è più. Un nostalgico di qualcosa che non ho mai vissuto ma a cui credo fermamente.

Le parole di Tridico mi suonano nella mente da quando le ho lette: ‘figli dello Stato Sociale’.

È vero, anch’io sono un figlio dello Stato Sociale.

Lo Stato Sociale mi ha consentito di studiare, di concludere il percorso di studi e di iscrivermi all’Università.

Io, figlio di una casalinga ragazza madre, mi ritrovo a conseguire la laurea in Giurisprudenza.

Vergognarsi del proprio passato è un rinnegare se stessi e io mai lo farò. Mio padre si chiama Stato Sociale ed è lui che alle elementari e alle medie mi ha comprato i libri. È grazie a lui se ho potuto fare esperienze di viaggi di istruzione sempre nel primo ciclo di studi. Per questo alle superiori, divenuto rappresentante di istituto, mi sono tanto battuto affinché gli studenti in difficoltà fossero aiutati.

Sempre mio padre Stato Sociale mi ha consentito di muovermi utilizzando il trasporto pubblico con tariffe agevolate per le famiglie che non potevano permettersi di pagare l’intera quota.

È grazie a mio padre Stato Sociale se, negli anni dell’asilo e delle elementari, ho potuto mangiare alla mensa con gli altri bambini.

È stato lo Stato Sociale a dare un aiuto economico a mia madre quando, nelle mille difficoltà di una donna abbandonata dal padre del proprio figlio, nascevano i miei primi bisogni, le prime esigenze di un bambino.

Lo Stato Sociale si è occupato di garantirmi il Servizio Sanitario Nazionale quando non potevo permettermelo.

È grazie a questo Stato Sociale se ho potuto emanciparmi, studiare, approfondire.

È grazie a mio padre, Stato Sociale, se sono potuto crescere culturalmente per poi inserirmi nel mondo del lavoro con incarichi anche prestigiosi.

Per questo sono di sinistra. Per la mia storia, per la mia vita. E oggi che la mia vita è cambiata, non posso dimenticarmi di quello Stato Sociale che ha preso per mano me e mia madre e ci ha accompagnati fino a quando non mi ha elevato. E a quel punto, da buon padre, mi ha detto ’non hai più bisogno di me, ora vai con le tue gambe’. E con questa frase si concretizza il comma 2 dell’articolo 3 della Costituzione:

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Avevo degli ostacoli e la Repubblica li ha rimossi consentendo il pieno sviluppo della mia persona. Senza quello Stato Sociale, avrei la licenza elementare e starei raccogliendo le patate in qualche terreno italiano.

Non posso dimenticarlo, neanche ora che non ne ho più bisogno: per questo sono e morirò di sinistra.

Lascia un commento