Benito Salvini o Matteo Mussolini?

Partiamo da una premessa:
Benito Mussolini disse “Io non ho creato il fascismo, l’ho tratto dall’inconscio degli italiani”
È falso? Anche se questo può destare risentimenti, vi dico di no. È assolutamente giusto.
Chiunque in Italia attui, non solo politiche, ma anche modi di fare fascisti ottiene un largo consenso.
Salvini spesso e volentieri utilizza una dialettica tipica del fu Duce, credete lo faccia perché è un cretino fomentato? Ma figuriamoci.
Frasi come “io non mollo” (Amarcord del “boia chi molla”) o “molti nemici molto onore” o ancora “asse Roma-Berlino” rientrano pienamente in una dialettica che vuole richiamare al Fascio.
Come reagiscono gli italiani? Lo chiamano “Capitano”.
Ricordiamoci che la parola “Duce” deriva da “Guida, condottiero”.
Possiamo dire che condottiero e capitano sono sinonimi? Certo che sì.
Ma perché gli italiani hanno bisogno di individuare per forza un “capitano”?
Perché siamo un popolo che ha bisogno di un capo bastone, siamo sempre stati così.
La storia si ripete sempre, sin dai tempi dell’antica Roma eravamo questi e nel 2019 siamo ancora questi.
Studiando il ventennio ci accorgiamo di come anche lo stesso Mussolini non si inventò niente, oltre ad aver “tratto dall’inconscio degli italiani” il concetto fascista, il Benito nazionale impostò tutto il suo governo tentando di replicare l’ormai defunto Impero Romano.
Dai minimi particolari alle più grandi azioni.
Dall’utilizzo dei numeri romani per indicare gli anni, all’utilizzo continuo della parola “impero” passando per la definizione di “DUX” che sicuramente non nacque nel 1924 ma era già utilizzata ai tempi di Cesare.
Oggi Salvini fa la stessa cosa, prende un modello vincente del passato e lo riapplica.
Il modello da utilizzare è sempre lo stesso: uomo forte al comando, determinato, apparentemente vicino al popolo, sovranista e fissato con la valorizzazione del meraviglioso genio italico.
Anche negli atti politici e nella comunicazione social, Salvini riprende molto ciò che è stato il PNF.
Provate a pensare ai luoghi comuni sul fascismo:
“Quanno c’era LVI si lasciavano le chiavi attaccate alla porta e nessuno entrava!”
Da qui nasce la fissa di Salvini sulla difesa sempre legittima.
“Quanno c’era LVI tutti ‘sti immigrati non c’erano!”
Da qui nasce l’altra fissa di Salvini sull’immigrazione, fissazione che lo porta a fare atti più teatrali che politici.
“Cor Ducie nc’era la mafia!”
E infatti il nostro Matteo se ne esce con frasi tipo: “entro qualche mese sconfiggo la mafia”
Ma la cosa più bella risiede nel dettaglio: incentivare la natalità dando campi da coltivare. Qui Matteone si è proprio superato, di solito prende cose del ventennio e, pur mantenendo lo stesso messaggio, le converte al 2019.
Su questo tema no, ha proprio lasciato tutto così, avrebbe potuto tranquillamente copiare paro paro il Regio Decreto.
Matteo cerca, e trova con successo, l’appoggio popolare e sulla base di questo giustifica ogni suo atto.
Questa però se la sarà inventata lui!
Macché, in una famosa intervista del 1936, l’ex Duce, accusato di aver instaurato una dittatura, rispose: “quella che voi definite ‘dittatura’ si basa su un grande appoggio popolare”
E dunque, visto che il popolo è sazio, felice e contento del suo Condottiero, via con leggi razziali e censura alla stampa!
Dulcis in fundo: “governerò per 20 anni”
Uno l’ha fatto, l’altro l’ha solo detto ma di questo passo ho paura succeda davvero.
Caro Matteo, attento però a seguire le orme di zio Benito, perché quegli italiani che oggi elogiano te sono figli di quelli che elogiavano il Duce salvo poi impiccarlo a testa in giù.
Occhio Mattè, che l’italiano cambia idea subito.
Te lo dico da “amico”.

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